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title: "Pipeline ibrida: tra AI, live action e VFX."
description: Progetto di R&D tra AI, live action e VFX.
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# [Pipeline ibrida: tra AI, live action e VFX.](https://stories.aquest.it/pipeline-ibrida-tra-ai-live-action-e-vfx)

 Scritto da [AQuest](https://stories.aquest.it/author/aquest) | Nov 4, 2025 1:41:46 PM

In [AQuest](https://aquest.it/) crediamo nel valore del tempo dedicato alla sperimentazione.  
Ci sono momenti in cui non esiste un brief, un committente o una deadline da rispettare: solo la voglia di esplorare, approfondire, provare cose nuove.

Questi progetti interni rappresentano un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo: spazi dove la curiosità guida il processo e la pressione del mercato lascia il posto all’intuizione, alla tecnica e al desiderio di superare i confini del consueto.   
Il risultato è sempre duplice: da un lato crescita professionale, dall’altro la possibilità di trasformare la sperimentazione in nuove competenze concrete e prodotti che a loro volta ispirano i brand.

## Sperimentazione e libertà creativa: un progetto R&D Un esperimento visivo per la nazionale italiana di Short Track.

Da questa filosofia è nata la collaborazione con **Athleta Magazine**, uno studio editoriale indipendente che esplora il mondo dello sport attraverso un linguaggio visivo e narrativo fortemente artistico.  Athleta porta con sé un know-how profondo sul racconto sportivo, mentre AQuest mette in campo la propria esperienza produttiva, tecnologica e la naturale propensione alla sperimentazione.

Ci siamo riconosciuti subito nella stessa visione: usare la tecnologia per amplificare la componente umana del racconto. Da qui è nata la sfida: **integrare il live action con la content AI generation** in un’unica produzione fluida, sperimentando **nuovi approcci più accessibili e performanti alla creazione di VFX**. L’obiettivo era duplice: esplorare come l’intelligenza artificiale possa diventare un’estensione del processo produttivo e, allo stesso tempo, generare nuovi asset creativi, artistici e di brand storytelling.

Un progetto di ricerca, quindi, ma anche un esercizio di stile e di metodo: capire come far convivere regia, shooting, motion, compositing e AI content generation all’interno di un unico flusso creativo.  

Il soggetto scelto per lo sviluppo del progetto nasce da un’idea rimasta a lungo nel cassetto di **Athleta Magazine**: raccontare la **Nazionale Italiana di Short Track**.   
La **FISG – Federazione Italiana Sport Ghiaccio** aveva già espresso la propria disponibilità ad aprire le porte a uno storytelling dedicato a questa disciplina tanto affascinante quanto poco esplorata, capace però di vantare un **palmarès di altissimo livello** e una **cultura sportiva fatta di velocità, equilibrio e resilienza**.

Attraverso il nostro lavoro, abbiamo voluto **dare voce a uno sport che è molto più di un semplice confronto cronometrico**: è **movimento, corpo e ghiaccio fusi in un rituale ancestrale**, dove la tensione agonistica incontra la potenza estetica del gesto.

 

## Visione creativa

Lo short track è spesso raccontato come uno sport di pura tecnica: curve strette, accelerazioni improvvise, sorpassi millimetrici. Ma dietro la superficie lucida del ghiaccio e la precisione dei gesti si nasconde un universo più profondo, fatto di rituali, respiri e memoria.

C’è una **ritualità ipnotica** che attraversa ogni movimento: cicli che si ripetono, traiettorie che si incidono sul ghiaccio come segni primordiali. In quell’arena gelata, il ghiaccio diventa un elemento naturale e simbolico insieme, superficie viva che conserva le tracce del passaggio, come una pelle che ricorda ogni contatto.

La preparazione dell’atleta assume così il **valore di un rito**. La tuta aderente si trasforma in una seconda pelle, il casco e gli occhiali diventano maschere cerimoniali.   
Il **respiro**, il **battito**, il **rumore** delle lame sulla pista: tutto diventa **ritmo**, **mantra**, **concentrazione**.

Poi arriva la gara. Il momento in cui la tensione accumulata esplode, e il contatto con l’altro, con il limite stesso, diventa essenza. Una mano che sfiora il ghiaccio racchiude tutto: gesto tecnico e poetico, forza e fragilità, corpo e mente. In quell’istante, la macchina perfetta si rivela umana.

Athleta aveva fornito le prime moodboard, le linee cromatiche e di stile.   
Da lì è nata la direzione creativa e lo storyboard. Ma in questo progetto, è stata l’immagine a guidare il pensiero. La parte visiva è arrivata prima della concettuale, come un flusso istintivo che ha trovato senso solo nel tempo.

C’è stata una macro-visione iniziale, poi affinata passo dopo passo. Non c’era un percorso rigido né un’idea completamente definita: è stata la **produzione a modellare lo storytelling**, nutrendosi di ciò che abbiamo vissuto insieme all’atleta.

Persino il voice-over è nato **in itinere**, come riflessione spontanea, una voce che si è aggiunta strada facendo. Non un testo pensato a tavolino, ma un pensiero emerso dal movimento stesso, come il respiro sul ghiaccio dopo una curva perfetta.

## Una nuova pipeline

Negli ultimi anni, le nostre sperimentazioni con l’intelligenza artificiale nei progetti video sono spesso nate in contesti ristretti, portate avanti da una o due persone. L’AI veniva utilizzata soprattutto per creare **reference visive**, **concept art** o **singole scene generate**, utili a dare forma a idee o racconti. Erano esperimenti concentrati, in cui le stesse persone seguivano ogni fase: dall’ideazione alla produzione, fino all’output finale.

Con il progetto **FISG**, la sfida è stata diversa. Per la prima volta abbiamo scelto di integrare l’AI all’interno di un **team ampio** e **multidisciplinare**, composto da figure con competenze e ruoli diversi. Molti di loro si trovavano per la prima volta a confrontarsi con l’AI, non come semplice strumento di supporto, ma come parte viva del flusso di lavoro.

L’intelligenza artificiale è entrata fin dalla fase iniziale di **storytelling** e **ricerca visiva**, aiutandoci a definire **lo stile**, **le atmosfere** e **alcune inquadrature chiave** prima ancora delle riprese. Ha rappresentato una sorta di bussola visiva che ci ha permesso di allineare la visione del team e costruire un linguaggio comune.

In una prima fase la **produzione di immagini AI** è stata molto intensa.   
Da un lato serviva per definire lo **stile visivo complessivo**, dall’altro l’entusiasmo per le possibilità creative che si stavano aprendo ci ha spinto a sperimentare senza limiti. La facilità con cui l’intelligenza artificiale generava nuove idee e ambienti ci ha portato a produrre una grande quantità di contenuti, fino al punto in cui abbiamo capito che il **peso visivo delle immagini AI stava superando quello delle riprese reali**.

Ci siamo quindi fermati a riflettere, rendendoci conto che stavamo perdendo il cuore del progetto: **gli atleti**, **la loro fisicità**, **la verità del gesto umano**. A quel punto abbiamo deciso di fare un passo indietro e **ridefinire il ruolo dell’AI** all’interno della pipeline.

Per gestire la grande quantità di materiale prodotto, abbiamo introdotto un **sistema di organizzazione a board**, che ci ha permesso di ordinare, commentare e confrontare visivamente tutte le proposte. Questo metodo ci ha aiutato a tenere sotto controllo la direzione artistica e a selezionare solo le immagini davvero coerenti con la visione del progetto.

In totale sono state **generate circa 2.338 immagini**, ma solo 5 di queste sono state tradotte in forma video e 2 rielaborate come **sequenze VFX**, frutto di un processo di fusione tra generazione AI e compositing.

L’obiettivo era ottenere **immagini controllate e coerenti**, in cui la tecnologia restasse al servizio della narrazione, amplificando il racconto visivo senza mai oscurare la componente umana. Questa esperienza ha segnato un passaggio importante: la costruzione di una **pipeline ibrida e consapevole**, dove l’AI non sostituisce la creatività, ma la amplifica, diventando uno strumento di visione collettiva.

## L'incontro tra VFX e AI

Non ci siamo limitati a utilizzare immagini generate con l’AI, ma le abbiamo integrate e trasformate. Abbiamo alternato **riprese reali**, **generazioni** e **compositing**, costruendo una visione coerente in cui **tecnologia** e **sensibilità artistica** si intrecciano. Il **VFX** è stato lo strumento che ha permesso di unire questi linguaggi in un unico flusso, senza che l’AI fosse fine a sé stessa.

Uno dei primi problemi da risolvere è stato amalgamare i footage raw eseguiti nel palazzetto della nazionale Italiana di Short Track e le immagini generate con l’AI.

La direzione creativa ci ha spinti a creare un’atmosfera surreale, molto contrastata e ricca di dettagli. Le riprese selezionate possono essere interpretate come disegni, dove il segno e il movimento tendono all’astrazione; un esempio sono le curve strettissime in cui le lame solcano il ghiaccio.

Ci siamo concentrati sul materiale esistente, donandogli un’estetica precisa; su questa base abbiamo sperimentato con l’AI, andando a **integrare passaggi** e **collegamenti** tra un footage e l’altro, fino a generare scene da zero.

In due casi ci siamo concentrati sulla **generazione di elementi singoli**, poi **integrati tramite compositing**, dando vita a scene costruite a tavolino.

Non è stato semplice far dialogare la **pasta di un video AI** con quella di una **RED**. Abbiamo lavorato molto col **compositing** e **VFX**, non avendo paura di **stravolgere le inquadrature**, e questo ci ha permesso di trattare i video generati con l’AI come i **footage reali**.   
Abbiamo **ballato sul limite dei bit** che le immagini ci concedevano.

## Arte digitale e storytelling

Dal punto di vista artistico, il progetto ha seguito una direzione precisa: raccontare lo short track come **scienza** e **rito**, **razionalità** e **caos**. La scelta dei colori, la resa delle superfici ghiacciate, la composizione delle scene hanno sempre avuto un obiettivo narrativo, legato a quell’idea di **caos ordinato** che è il cuore della disciplina.

Dopo aver osservato gli atleti in pista ci siamo accorti che c’è molto di più di una performance sportiva. La ripetitività dei movimenti induce uno stato mentale **metafisico**, in cui corpo, mente, lame e ghiaccio si fondono in un unico velocissimo elemento.

Abbiamo voluto raccontare la **sensazione extracorporea** degli atleti, mentre le immagini restituiscono la forma estetica dei loro movimenti e la voce fuori campo ci indica una strada invisibile e parallela.

## Uno sguardo oltre

Il percorso di sperimentazione ha preso forma in un **video mood** che sintetizza l’intero processo creativo: un **collage visivo** in cui immagini reali e generate si intrecciano in modo fluido, dando vita a un racconto **poetico** e **sensoriale**.   
Il **voice-over** curato da **Athleta Magazine** e il **sound design** costruiscono un’esperienza immersiva, dove ogni suono e ogni immagine contribuiscono a evocare l’essenza dello **short track**: velocità, equilibrio e tensione trasformati in linguaggio visivo.   
Non è un video promozionale, ma una **ricerca artistica** che esplora i confini tra **tecnologia e percezione**, unendo la precisione tecnica del VFX alla spontaneità dell’intuizione creativa

Questo esperimento visivo non si conclude con il video, ma con ciò che lascia: **una nuova consapevolezza del processo creativo**. Ogni fase, dal test tecnico alla composizione finale, è servita a ridefinire il modo in cui immagini e suoni possono raccontare lo sport, **trasformando la sperimentazione in linguaggio**.

Lavorare a un progetto come questo, senza vincoli, è certamente più facile.   
La libertà creativa permette di spingersi oltre, di rischiare, di sperimentare linguaggi e tecniche senza la pressione di obiettivi o aspettative esterne. È un terreno fertile per la ricerca, dove tutto può succedere e ogni errore diventa un passo avanti nella scoperta.

Ma è quando arrivano i limiti, le richieste specifiche, i tempi stretti, le esigenze di brand, che si misura davvero la capacità di trasformare la complessità in valore.   
La vera sfida è portare **la stessa qualità**, **curiosità** e **innovazione** anche nei lavori con un committente, riuscendo a superare le aspettative del cliente e, allo stesso tempo, **essere pienamente soddisfatti di ciò che si è creato**.

È lì che la sperimentazione incontra la professionalità.  
Ed è lì che la ricerca diventa mestiere.

Autori:   
Tommaso Artegiani | Production Director @AQuest  
Alessio Merulla | Head of 3D & AI Explorer  
Nicholas Bertini | Editing & Post Production Artist

 

 

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